Il segreto massonico
Ci sono sempre state molte fantasie sulla “segretezza massonica”. A rigore, non esiste una segretezza, ma piuttosto una discrezione che protegge.
Questo cosiddetto “segreto” ha tre aspetti.
A seconda del Paese, dell’epoca e dei pregiudizi vigenti, i massoni sono stati denigrati, respinti e persino perseguitati. Ancora oggi, anche nei Paesi più liberi e aperti, alcune persone preferiscono mantenere segreta la loro appartenenza alla Massoneria per non esporsi a possibili imbarazzi. Questa è la loro libertà, la loro scelta, e ognuno di noi si impegna a rispettarla. Quindi ogni massone può scegliere di rivelarsi, ma non si permetterà di rivelare uno dei suoi fratelli.
Il lavoro nelle nostre logge si basa sul rispetto reciproco e sulla tolleranza, due elementi essenziali per la serenità degli scambi tra tutti. Anche l’assoluta libertà di espressione è di rigore e contribuisce notevolmente ad arricchire il nostro lavoro, abbattendo tabù e barriere tra di noi. Sapere che ciò che si dice in loggia non esce dalla loggia permette a tutti di esprimersi più liberamente. Per rispetto reciproco e per preservare il clima di fiducia piacevole e fruttuoso che regna tra noi, ognuno di noi si impegna a non ripetere all’esterno della loggia ciò che viene detto al suo interno.
Infine, nessuno dei nostri rituali è davvero segreto, poiché basta cercare su Internet o in una buona libreria per trovare informazioni quasi esaustive sulla Massoneria: i nostri rituali, i nostri usi e costumi, le nostre insegne, e così via. È l’esperienza che dà veramente senso a un percorso iniziatico. Scoprire la Massoneria attraverso libri o siti web potrebbe togliere fascino e sapore al viaggio. È quindi soprattutto per evitare possibili equivoci e per non rovinare una grande esperienza a chi vuole unirsi a noi che i massoni non rivelano, come regola generale, i cosiddetti “segreti” massonici.
